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Come fenomeni sospesi. Appunti su Pianura di Marco Belpoliti. A ritroso, un itinerario della memoria


Autore:

Massimo Donà


Titolo [Ita]:

Come fenomeni sospesi. Appunti su Pianura di Marco Belpoliti. A ritroso, un itinerario della memoria


Title [Eng]:

As Suspended Phenomena. Notes on Pianura by Marco Belpoliti. Backwards, an Itinerary of Memory


Data pubblicazione: 2023

Fascicolo: LXII - 1 anno: 2023/1 - pp. 211-222

Lingua: Italiano

DOI: 10.1400/292265


Abstract [Ita]

Una scrittura, quella di Belpoliti, che ci costringe a fare i conti con un’altra idea di verità. Una verità che non ama nascondersi, e dunque non rifugge le banalità del quotidiano. Ma impone di muoversi come chi non sa dove vuole veramente andare; e per questo, forse, è destinato a tornare sempre nel medesimo luogo. Proprio come accade alla scrittura di Celati, tutta concentrata a dare vita all’immobilità. Guardando al mistero di vite che sembrano seguire un percorso ben preciso, ma, in verità, oscillano incessantemente tra le infinite sfumature di grigio di cui è fatta ogni umana esistenza. E fanno eco all’indifferenza che caratterizza tutte le cose, anche solo in quanto – come sapeva bene Magritte – non sono mai quello che sembrano essere. Incatenate, come sono, alla malìa di un labirinto solo o quasi esclusivamente mentale. Il medesimo che rende ogni vivente palese, pur nella sua costitutiva indecifrabilità; perché tutto ciò che sembra banale e prevedibile, in realtà – come sapeva bene Luigi Ghirri, il fotografo amico di Celati – è sempre straordinario, unico e irripetibile, nella sua inscioglibile indifferenza. Ma soprattutto nella sua intrascendibile frammentità.


Parole chiave: memoria, scrittura, pianura, oscillazione, ritorno.


Abstract [Eng]

A writing, that of Belpoliti, which forces us to come to terms with another idea of truth. A truth that doesn’t like hiding, and therefore does not shy away from the banality of everyday life. But it requires us to move like someone who doesn’t know where he really wants to go; and for this reason, perhaps, it’s destined to return always to the same place. Just like Celati’s writing, entirely focused on giving life to immobility. Looking at the mystery of lives that seem to follow a precise path, but in truth oscillate incessantly between the infinite shades of grey of which every human existence is made. And they echo the indifference that characterizes all things, even if only insofar as – as Magritte well knew – they are never what they seem. Chained, as they are, to the spell of a labyrinth that is only or almost exclusively mental. The same that makes every living being obvious, even in its constitutive indecipherability; because everything that seems trivial and predictable, in reality – as the photographer L. Ghirri, Celati’s friend, well knew – is always extraordinary, unique and unrepeatable, in its indissoluble indifference. But above all in its inescapable fragmentity.


Keywords: memory, writing, plain, swing, return.

 

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