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Call for papers n. LX/1 - Sulla critica



Scadenza: 15 dicembre 2020


La redazione della rivista di filosofia «Il Pensiero» seleziona contributi originali in forma di saggi e recensioni per il fascicolo dedicato al tema:


Sulla critica

Il termine ultimo per la presentazione dei contributi è il 15 dicembre 2020; la risposta sarà comunicata dalla redazione entro il 30 gennaio 2021. I contributi non dovranno superare i 45.000 caratteri, inclusi gli spazi e le note, e dovranno essere accompagnati da un abstract in inglese di massimo 1500 caratteri e 5 parole-chiave

L’uscita del fascicolo è prevista per marzo 2021.

Curatore del volume: Massimo Adinolfi – Università degli Studi di Napoli “Federico II”

La ricchezza delle determinazioni, delle esperienze, degli stili di pensiero che è possibile ricondurre sotto una delle parole più fortunate della modernità, critica, rende forse difficile delimitarne rigorosamente l’uso, o perlomeno recensirne le numerosissime declinazioni. Alla ovvia difficoltà comportata dall’ampiezza dell’orizzonte che occorrerebbe perlustrare si aggiunge un’ulteriore complicazione, comportata dal fatto che, entro la tradizione critica della modernità (tradizione critica: un ossimoro non più avvertito come tale), si è fatto necessario volgere la critica in autocritica, e rimeditare incessantemente le condizioni del suo esercizio. A che punto è dunque, oggi, la critica? È ancora critica la postura del filosofo, ed è sufficiente essere critici, nel senso più generale del termine, per non essere metafisici, per non essere dogmatici, o più radicalmente ancora per pensare en philosophe? Come debbono essere avvicinate queste due parole, critica e filosofia: in modo che l’una ricopra interamente l’altra, oppure mantenendo uno scarto, una differenza, un intervallo? In quali ambiti si può e si deve dire oggi, come Kant dice nella Critica del Giudizio, che la critica tiene il luogo della teoria? Critica significa, per la filosofia, rassegnarsi a una vena malinconica e impotente, o mantenere il rigore e finanche la spietatezza della differenziazione?

Il fascicolo intende raccogliere contributi intorno a momenti e figure del pensiero moderno e contemporaneo, che aiutino a compiere la verifica di questo rapporto. Vale anzitutto per Kant e per il modo in cui l’istanza critica transita, dopo Kant, tra idealismo e romanticismo, ma vale anche per il modo in cui ci si è richiamati a questo magistero, tra neokantismo, fenomenologia ed esistenzialismo. E vale, certamente, per la Destruktion praticata da tanta parte della filosofia nel corso del secolo scorso. Ancora: vale nell’ambito politico e sociale, dove la critica giunge sino al punto di farsi “critica delle armi” e vale anche in quegli ambiti, come la critica letteraria o la critica d’arte, in cui la domanda su senso e funzione della critica è stata ed è particolarmente viva.

Amplissimo essendo lo spazio da attraversare, la Rivista privilegerà quei testi che risponderanno meglio alla domanda circa il se e il come ereditare questa tradizione.

 

On Criticism

Deadline for submission: 15th December 2020

Research papers should not exceed 45.000 characters, including spaces and notes and should be accompanied by an abstract in English of no more than 1500 characters and five keywords.

Answer to proposals: 30th January 2021

Expected release: March 2021

Editor: Massimo Adinolfi – Università degli Studi di Napoli “Federico II”

The abundance of determinations, experiences, ways of thinking which can be traced back to and put under one of the luckiest words of modernity, “criticism”, could make it difficult to rigorously define its use, or at least to review its numerous declinations. To this obvious difficulty of the range of the horizon that should be explored a further complication arises: within the critique tradition of modernity (critique tradition: an oxymoron that is not felt as such anymore) it has become necessary to turn criticism into self-criticism, and to rethink constantly about its exercise. So at what point is criticism today? Is the posture of the philosopher still critical, and is it enough to be critics, in the most general meaning of this word, in order not to be metaphysical, not to be dogmatic, or even more radically, to think en philosophe? How can these two words, criticism and philosophy, be brought closer so that the one entirely covers the other, or so that there is a discrepancy, a difference, a gap? Today, in what fields can we and must we say, like Kant maintains in his Critique of Judgment, that criticism holds the place of theory? Does critique then mean, in philosophy, to surrender to a melancholic and powerful vein, or to keep the strictness and even the ruthlessness of differentiating?

«Il Pensiero» aims to gather essays around moments and personalities of modern and contemporary thinking that can help verify this relationship. It applies especially to Kant and to how the critical instance moves between idealism and romanticism, but it also applies to the way we are called to this magisterium, through neo-Kantism, phenomenology and existentialism. And it certainly applies to the Destruktion practised by such a huge part of philosophy during the last century. Furthermore, it applies to the political and social spheres, where critique reaches the point of becoming “critique of weapons”, and it applies to those spheres, like literary criticism and art criticism, where the enquiry into the meaning and purpose of criticism has been and still is extremely alive.

Being the field of research exceptionally wide, «Il Pensiero» will give priority to those essays that will better answer the question about whether and how to inherit this tradition.


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