Ontology and Politics in Merleau-Ponty’s Late Philosophy
- Jun 12
- 2 min read
Author:
Raoul Kirchmayr
Title [Ita]:
Ontologia e politica nell’ultimo Merleau-Ponty
Title [Eng]:
Ontology and Politics in Merleau-Ponty’s Late Philosophy
Publication date: 2025
Issue: LXIV - 2nd year: 2025/2 - pp. 163-176
Language: Italian
Abstract [Ita]
Merleau-Ponty offre una reinterpretazione originale del senso dell’epoché fenomenologica, poiché essa si configura come un modo per immergersi più profondamente nel mondo e per interrogare il senso stesso della filosofia. Nei suoi ultimi corsi, la riduzione fenomenologica diventa strumento critico per ripensare il rapporto tra ontologia e politica, segnando un distacco dal marxismo e una riflessione profonda sul ruolo dell’intellettuale. Nell’ultimissima nota de Il visibile e l’invisibile, Merleau-Ponty delinea il progetto di un’ontologia indiretta capace di rivedere il pensiero di Marx alla luce di una nuova ontologia. Tramite una triplice riduzione (natura, uomo, Dio), egli individua nel “visibile” una struttura reversibile dell’essere che non si traduce in una politica definita, ma suggerisce una “politica indiretta”, rimasta implicita, che implica anche un ritorno sul senso del “capitale”. La nota rappresenta così un pensiero in cammino, teso a riformulare tanto il senso dell’umano quanto del “capitale” come eventi dell’essere.
Parole chiave: ontologia, politica, marxismo, epoché fenomenologica, Note di lavoro.
Abstract [Eng]
Merleau-Ponty offers an original reinterpretation of the meaning of phenomenological epoché, viewing it as a deep immersion into the world and a way of interrogating the very sense of philosophy. In his final lectures, the phenomenological reduction becomes a critical tool to rethink the relationship between ontology and politics, reconsidering Marxism and reflecting on the intellectual’s role. In the final note of The Visible and the Invisible, he sketches a project of indirect ontology capable of revisiting the notion of “capital” in the Marxist sense from the standpoint of a new ontology. Through a triple reduction (nature, man, God), he identifies in “the visible” a reversible structure of being, which does not yield a defined politics, but instead suggests an implicit “indirect politics” involving a revision of the meaning of “capital”. The note thus represents a thought in motion, aimed at reformulating both the meaning of the human and of “capital” as events of the Being.
Keywords: ontology, politics, Marxism, phenomenological epoché, Working Notes.
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