Hey, You There! Identity, Power relations, and Discursive Practices
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Author:
Francesca Piazza
Title [Ita]:
Ehi tu! Identità, rapporti di forza e pratiche discorsive
Title [Eng]:
Hey, You There! Identity, Power relations, and Discursive Practices
Publication date: 2026
Issue: LXV - 1 year: 2026/1 - pp. 173-188
Language: Italian
Abstract [Ita]
L’articolo indaga il ruolo del linguaggio nella costruzione e nella dissoluzione delle nostre identità. Punto di partenza è una visione anti-essenzialista della soggettività, intesa come processo relazionale, instabile e storico. Condizione necessaria è spostare l’attenzione dal linguaggio inteso come strumento neutro di comunicazione alle pratiche discorsive, fatte non solo di parole ma anche di corpi, desideri, rapporti di forza, in un intreccio che è pericoloso cercare di rimuovere. Utilizzando l’esempio dell’interpello, proposto da Althusser e ripreso criticamente da Butler, si mostra come il potere soggettivante del linguaggio può essere compreso solo mettendo al centro la sua dimensione relazionale, senza dimenticare che si tratta di una relazione sempre instabile, asimmetrica, reversibile, ed esposta al conflitto. Il riconoscimento della natura linguistica e, pertanto precaria, delle nostre identità può rappresentare così un antidoto ai pericoli di deriva identitaria insiti nelle concezioni essenzialiste.
Parole chiave: identità, soggettività, pratiche discorsive, interpello, rapporti di forza.
Abstract [Eng]
This paper explores the role of language in the construction and dissolution of our identities. It starts from an anti-essentialist view of subjectivity, understood as a relational, unstable, and historical process. A necessary step is to shift the focus from language as a neutral tool of communication to discursive practices – composed not only of words but also of bodies, desires, and power relations – in an intertwining that would be dangerous to overlook. Drawing on Althusser’s concept of interpellation, critically revisited by Butler, the paper argues that the “subjectivizing” power of language can be understood only by attending to its relational dimension, always unstable, asymmetrical, reversible, and exposed to conflict. Recognizing the linguistic, and therefore precarious, nature of our identities may thus serve as an effective antidote to the risks of “identity drift” inherent in an essentialist conception of identity.
Keywords: identity, subjectivity, discursive practices, interpellation, power relations.
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